Un ufficio stampa non è un megafono neutro

12 Maggio 2026
Spesso mi capita di osservare come si tenda a ridurre il lavoro di ufficio stampa a una sorta di distribuzione automatica di messaggi senza troppi filtri. Questa visione trascura la parte più densa e interessante del mestiere, ovvero la capacità di agire come un setaccio critico. Nel nostro lavoro non possiamo essere dei conduttori neutri. Chi lavora in comunicazione porta sempre con sé qualcosa di proprio. Un modo di leggere un progetto o un prodotto e di capire cosa vale la pena raccontare e come farlo con voce convincente.

Quando seguo un progetto, penso prima di tutto all’angolazione giusta per raccontarlo.
La mia è una voce tutt’altro che asettica. Mettere la propria firma su una strategia di comunicazione significa anche avere il coraggio di dire dei no, selezionando solo ciò che è coerente con l’identità del brand.

Quando il cliente arriva a fidarsi del mio sguardo, smette di voler validare ogni singola scelta e capisce che la mia visione sul design può essere una risorsa da sfruttare, allora il rapporto cambia natura. Non sono più soltanto un fornitore di servizi ma un interlocutore autorevole e affidabile, qualcuno con cui costruire insieme una narrazione precisa e duratura. Una collaborazione in cui la comprensione reciproca cresce ad ogni progetto e che, alla fine, produce i risultati migliori

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