Cosa succede nelle settimane prima del Salone e del Fuorisalone (e che decide tutto il resto)

2 Aprile 2026
I mesi che precedono il Salone e il Fuorisalone hanno un ritmo tutto loro, meno visibile ma decisivo. È il momento in cui il mio lavoro si concentra davvero, quando ogni scelta inizia a pesare più di quanto sembri.
Sollecito ai miei clienti le immagini delle novità che verranno presentate in Fiera per preparare i testi e mandare in tempo le anteprime ai giornalisti italiani e internazionali.

Già a gennaio si ragiona sui messaggi, si definiscono gli angoli narrativi, si inizia a costruire la lista dei giornalisti da invitare, selezionando con cura, testata per testata, chi bisogna coinvolgere per quel brand specifico, quella collezione o quel progetto. Si definisce la location per un evento in città e si inizia a progettarne ogni dettaglio.

Poi arrivano le settimane immediatamente precedenti e rileggo testi, li riscrivo, tolgo più di quanto aggiungo sostituisco le immagini, correggo le schede tecniche. In queste settimane torno spesso sulle stesse cose, perché è lì che si gioca la precisione.
Si confermano gli appuntamenti con i giornalisti, si gestiscono i cambiamenti dell’ultimo momento È la fase più frenetica, quella in cui l’esperienza fa davvero la differenza, perché non esiste un manuale che insegni a tenere tutto sotto controllo quando tutto si muove contemporaneamente.

Quando i padiglioni di Rho aprono e il Fuorisalone trasforma Milano in un unico grande showroom, provo ogni anno la stessa sensazione. Un misto di adrenalina e sollievo. È un periodo che mi appartiene profondamente, anche e soprattutto dopo averlo vissuto tanti anni. La stanchezza c’è, sempre. Ma, camminando tra gli stand o guardando le migliaia di installazioni ed eventi in città, mi ricordo esattamente perché ho scelto questo lavoro, che ad ogni aprile si rinnova.

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