La sensazione, sempre più spesso, è quella di un déjà vu. Il Salone, il Cersaie, il Fuorisalone sono appuntamenti che restano imprescindibili, ma che negli ultimi anni hanno amplificato la tale ridondanza.
Questo sovraffollamento, oltre al numero dei prodotti, coinvolge anche la narrazione che li accompagna. Ogni brand costruisce un proprio racconto fatto di sostenibilità, ricerca materica, artigianalità evoluta, tecnologia domestica. Temi necessari, spesso autentici, che però rischiano di sovrapporsi fino a diventare indistinguibili.
Come deve agire, allora, un ufficio stampa efficace? Deve raccontare il progetto senza cedere al rumore, con una presenza editoriale che non si esaurisca nel momento del lancio, ma che lavori prima, durante e dopo.
Deve guidare architetti, interior designer e consumatori verso ciò che merita davvero attenzione.
Conoscere le testate, sapere cosa cercano i direttori delle riviste di design e interior, costruire relazioni con i media nel tempo fa la differenza tra un’azienda che appare e una che rimane.