Un giornalista riceve decine di press release ogni giorno. Quello che però cerca sono storie che abbiano sostanza, visione e coerenza estetica, aziende che abbiano un punto di vista, una filosofia riconoscibile, un’identità che vada oltre il catalogo.
I brand, dal canto loro, desiderano che il proprio lavoro venga interpretato con profondità, senza semplificazioni. In mezzo a queste due esigenze entra in gioco l’ufficio stampa come facilitatore per dare riconoscibilità al valore di ciascuna delle due parti. La sua presenza è efficace quando permette al brand di esprimersi con autenticità e ai giornalisti di accedere alle informazioni in modo fluido.
La bravura di un ufficio stampa è anche quella di riuscire a mantenere vivo il dialogo con i giornalisti soprattutto quando non ci sono novità di prodotto da annunciare.
È un ruolo che richiede ascolto, precisione e una profonda conoscenza del settore, ma resta sempre al servizio della relazione principale, quella tra chi crea contenuti (in questo caso anche prodotti) e chi li racconta. La qualità del dialogo tra brand e giornalista determina infatti la qualità della storia che verrà percepita all’esterno. Ed è proprio in questo equilibrio che si costruisce una comunicazione capace di durare nel tempo.