Il nuovo progetto visivo di Francesco Meneghello è un racconto astratto e onirico del mondo WE DON’T DESIGN. Oggetti concettuali e fotografia astratta si incontrano nello spazio sospeso e indefinito della rêverie.
Rêverie è una parola piena di magia. È quella meravigliosa forma di abbandono contemplativo in cui il pensiero vaga libero, senza una meta precisa, lasciandosi trasportare da emozioni, ricordi, suggestioni sensoriali.
Questo modo sensuale, fluttuante e leggero di entrare in contatto con il mondo sensibile ha ispirato il nuovo progetto visivo di Francesco Meneghello, dedicato ai collectibles del mondo WE DON’T DESIGN e alla questione della loro rappresentazione.
Come tradurre in immagine l’anima di oggetti metafisici che, come enigmi sospesi tra idea e forma, sfuggono alla logica per sfiorare l’immaginario, il sogno, la metafora?
Addentrandosi nello spazio impalpabile della rêverie — e rinunciando a ogni istinto realistico — la narrazione visiva nata dal dialogo tra Francesco Meneghello e il fotografo milanese Thomas Pagani si trasforma in un’esplorazione concettuale.
